Un po’ di luce arriva finalmente dalla Relazione tecnica che
accompagna il testo del provvedimento. La tabella che segue ne riassume i
numeri principali. Tre elementi emergono con chiarezza.
- Non è
affatto una manovra incentrata solo sui tagli alla spesa; al contrario
ben il 40 per cento della manovra a regime (nel 2012) è composto da maggiori
entrate.
- L’incremento delle entrate è dovuto in gran
parte ai nuovi provvedimenti anti-evasione, da cui il
governo si aspetta di ottenere fino a 8 miliardi di euro, in aggiunta a
quanto già stimato nella Relazione previsionale e programmatica.
- Per
più del 70 per cento, i tagli sono rappresentati da riduzioni lineari
nelle spese dei ministeri o da semplici riduzioni dei trasferimenti agli
enti locali, senza che siano state varate misure
strutturali di contenimento delle spese; l’esperienza passata ci insegna
che questi sono spesso tagli di carta.
La Relazione tecnica
rivela non poche sorprese rispetto a quanto anticipato dal dibattito
mediatico. Intanto, i tagli agli enti inutili e ai costi della
politica, di cui tanto si è parlato, contano praticamente nulla
in termini di riduzione della spesa, nell’ordine di qualche milione di
euro. Il congelamento dei contratti nel pubblico impiego
conta un decimo di quanto anticipato dai giornali (attorno ai 500
milioni anziché più di 5 miliardi). In effetti, il blocco scatta nel
2010 (quindi salva i tre contratti firmati quest’anno) e contempla
l’erogazione della “vacanza contrattuale” per il pubblico impiego. Non è
la prima volta che si congelano i contratti, spostando spese più in là,
senza risparmi strutturali. In passato, questi blocchi hanno comportato
a regime addirittura incrementi di spesa perché il recupero dei rinvii è
sempre molto oneroso.
Pesanti sono, invece, gli interventi su scuola
e sanità. Per la prima, è soprattutto il blocco degli
incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio a determinare la
riduzione della spesa; per la seconda, è un complesso di riduzioni nel
personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica.
La
chiusura di alcune finestre per pensioni di vecchiaia e
anzianità comporta risparmi di circa un miliardo di euro, sperando che
l’effetto annuncio non spinga molti ad anticipare l’andata in pensione.
La
parte del leone dei tagli la subiscono ancora una volta Regioni e altri
enti territoriali, chiamati a contribuire a regime per 8,5 miliardi di
euro, oltre il 60 per cento della riduzione prevista nella spesa. Per le
Regioni si tratta del sostanziale annullamento dei trasferimenti per il
finanziamento delle funzioni devolute con le leggi Bassanini nel 1997;
per comuni e province, di un taglio ai trasferimenti dell’ordine del 20
per cento del totale. Come questi enti territoriali potranno gestire
riduzioni così imponenti non è chiaro. Infine, la manovra è accompagnata
dai soliti tagli lineari ai vari ministeri di spesa, la cui efficacia
si è sempre rilevata assai limitata.
Per le entrate,
10 miliardi in più a regime, la leva è la lotta all’evasione.
Che ci sia tanto da recuperare su questo fronte è indubbio. Il problema
è che è impossibile stimare con precisione il valore delle misure di
contrasto, tant’è che nella passata legislatura il governo aveva avuto
la buona creanza di non inserire le stime nella manovra, considerandole
semmai, a consuntivo, come sorprese positive. I numeri su cui conta
questa manovra sono, invece, imponenti. Quasi 8 miliardi verrebbero dal
recupero dell’evasione. Si noti che tutto questo avviene in aggiunta al
recupero di evasione già contemplato nello scenario tendenziale della
Relazione unificata sull’economia e la finanza e che in questa
legislatura il governo ha già varato un condono (lo
scudo fiscale) e, per ammissione dello stesso ministro dell’Economia, si
accinge a vararne un altro sulle dichiarazioni al catasto. Verrà anche
questa volta presentato dalla maggioranza in Parlamento anziché
dall’esecutivo. Ma non per questo renderà più credibili le misure di
contrasto all’evasione.
In sintesi, si
tratta di una manovra visibilmente improvvisata, che
bada a esibire grandi numeri per offrire un quadro macro rassicurante.
Le “lacrime e sangue” sono per pochi, i soliti. Chi paga davvero sono i giovani,
colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato e dal blocco delle
assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego (che penalizza
soprattutto chi è entrato con salari molti bassi contando sugli scatti
di anzianità) oltre che dall’ennesimo rinvio della riforma degli
ammortizzatori sociali. Non una, ma due mani, vengono messe nella tasche
dei giovani.
L’aggiustamento strutturale langue. Coerente con questa
impostazione la scelta di operare sulla cassa (rinvii di spese e tagli
ad erogazioni) anziché sulla competenza.
La manovra conta su misure
che rischiano di riservarci sorprese negative. Un esempio su tutti. Nel
dibattito mediatico si è spesso vagheggiato del contributo che anche i comuni
possono dare alla lotta all’evasione, tanto che questi percepiscono già
il 30 per cento delle maggiori somme riscosse a seguito della loro
partecipazione all’attività di accertamento delle imposte, una
percentuale che la manovra di questi giorni porta al 33 per cento.
Ebbene, la relazione aiuta a far chiarezza su questo fronte. Risulta che
nel 2009 e nei primi mesi del 2010 la partecipazione dei comuni abbia
complessivamente condotto a maggiori accertamenti di imposte per 6
milioni di euro e a maggiori risorse riscosse per 450mila
euro, di cui un po’ meno di 150mila sono andati ai comuni. Speriamo che
non sia questo il modo con cui si pensa di saldare i conti degli enti
locali e recuperare gettito all’evasione.
(fonte: www.lavoce.info)
| 2010 | 2011 | 2012 |
| Totale
contributo spese | -686 | 7941 | 14874 |
| (in %
alla manovra) | | 66% | 60% |
| di cui | | | |
| Tagli
ministeri e PCM | 45 | 1415 | 2050 |
| Costi politica | | 0 | 0 |
| Soppressione
enti | 0 | 2 | 2 |
| Congelamento contratti PI | 5 | 7 | 312 |
| Blocco
assunzioni e turnover AC | 0 | 59 | 85 |
| Personale
sanità | 0 | 246 | 628 |
| Blocco carriere (scuola e PS) | 0 | 644 | 417 |
| Tagli
spesa farmaceutica | 0 | 580 | 580 |
| Pensioni e TFR | 0 | 760 | 2841 |
| Regioni | 0 | 4000 | 4500 |
| Comuni | 0 | 1500 | 2500 |
| Province | 0 | 300 | 500 |
| Regioni
SS | 0 | 500 | 1000 |
| Spese aggiuntive | -736 | -2072 | -541 |
| | | | |
| Totale
contributo entrate | 693 | 4095 | 10091 |
| (in %
alla manovra) | | 34% | 40% |
| di cui | | | |
| Lotta
all'evasione | 415 | 5325 | 7781 |
| Pedaggi e altre entrate non
fiscali | 141 | 1288 | 912 |
| Altre entrate | 137 | -2518 | 1399 |
| | | | |
| Totale
manovra | 7 | 12036 | 24965 |